Creative Commons : creativi insieme

La fotografia viene da un concerto dato a New-York il 21 settembre 2004 al beneficio delle licenze Creative Commons (tra cui David Byrne e Gilberto Gil). E l’opera di Kathryn e sta sotto licenza cc (by-nc-sa).

Quando si parla di licenze libere si fa spesso e inconsciamente riferimento alle libertà degli utenti: libertà di scaricare da internet, di utilizzare e di distribuire quante copie si vuole di un programma X o Y, di modificare il codice di un programma ecc.
Ma che ne è delle libertà degli autori? Si ridurranno alla semplice possibilità di diffondere il proprio lavoro perché gli altri possano disporne come gli pare ?!

Da poco più di due anni le licenze Creative Commons adottano un nuovo approccio e cercano da una parte di adattare i diritti degli autori a questo nuovo medium che è internet, e dall’altra di fornire un quadro giuridico alla condivisione sul web di opere dello spirito come immagini, suoni, testi, mentre le licenze precedenti erano state pensate all’inizio per la diffusione dei programmi informatici. Piccolo giro d’orizzonte su queste licenze di nuovo tipo.

Share what you want, keep what you want

l progetto Creative Commons è nato nel 2001, all’interno del Stanford Law School Center for Internet and Society (U. de Stanford), sulla spinta di diverse personalità, la più emblematica delle quali è senza dubbio Lawrence Lessig, grande specialista di diritto su internet e difensore della libertà del web contro le multinazionali che vogliono impadronirsene [1].

Partendo dalla filosofia del software libero iniziata da Richard Stallman [2], e più in particolare dalla GNU GPL, Lessig e i suoi seguaci si sono chiesti: 1. come adattare questa licenza per proteggere altri tipi di supporto (testi,immagini, musica, video ecc..), 2. come assicurarsi che gli autori non vengano privati dei loro diritti, diffondendo le loro opere nel web.

Tra la chiusura totale operata dal copyright e "un mondo anarchico in cui gli autori assaporano una libertà senza limiti, ma sono d’altra parte a loro volta sottoposti al rischio dello sfruttamento", occorre trovare un giusto mezzo. Da qui la nascita delle licenze Creative Commons, la cui filosofia si può riassumere così : "Share what you want, keep what you want" [3]. A metà strada tra copyleft e copyright, consentono agli autori di diffondere liberamente le loro opere, mantenendo però alcuni diritti, in certo modo prendendo il meglio dei due mondi.

Vediamo dunque di cosa si tratta.

Come funziona

Il principio generale

Le licenze Creative Commons si possono paragonare al gioco del Lego. Un Lego certo molto semplice, costituito solamente da quattro mattoncini e che permette soltanto costruzioni limitate, la più complessa è costituita da tre componenti. L’insieme di queste combinazioni offre la possibilità di costruire sei licenze differenti.

Cominciamo dalle tre condizioni iniziali, più una condizione implicita, tutte facilmente identificabili attraverso delle icone :

  • Attribution: questa condizione obbliga l’utente che vuole diffondere la vostra opera a citarvi come fonte del lavoro originale. E’ un’opzione che è compresa di default in tutte le licenze (ma che naturalmente può anche essere eliminata) e che può anche essere accompagnata dall’obbligo, per la persona che riproduce l’opera, di inserire un link che rimandi alla pubblicazione originale [4].
  • No Commercial (Niente utilizzo commerciale) : il vostro lavoro non potrà essere oggetto di utilizzo commerciale.
  • No Derivative Works (Niente opere derivate) : il vostro lavoro, se viene diffuso, non dovrà essere modificato.
  • Share Alike (Condividi nello stesso modo) : se accettate che il vostro lavoro venga modificato, le modifiche apportate dovranno essere distribuite secondo gli stessi termini dell’opera originale; cioè: la stessa licenza, una versione anteriore di quella o il suo equivalente in un’altra lingua [5].

E’ dunque combinando queste quattro condizioni (3 a scelta + 1 implicita) che è possibile creare sei licenze in funzione dei diritti che si vogliono condividere. Si può andare dalla semplice citazione dell’autore ( in questo caso lascerete all’utente la libertà di modificare il vostro lavoro, di distribuirlo sotto qualsiasi licenza e di farne un uso commerciale) fino al rigido rispetto dell’opera, chiedendo che non sia né modificata né utilizzata per ricavarne un guadagno.

Semplice vero?! E tuttavia, con questa architettura modulabile a volontà, è senza dubbio possibile prendere in considerazione tutti i casi possibili: quello di uno scrittore debuttante che si dispera perché non riesce a vendere i mille esemplari del romanzo pubblicato a sue spese; potrà allora consentire il download della sua opera con licenza CC e in questo modo potrà farsi conoscere più facilmente. O quello di un grafico dilettante che desidera collaborare con altri artisti; pubblicherà on line le sue immagini con una licenza che permetta ai visitatori del suo sito di copiarle e di modificarle a loro piacimento ecc. Potete continuare questa lista di esempi come vi pare perché, l’avrete già capito, le licenze Creative Commons si adattano ai bisogni di tutti.

Ancora maggiori possibilità di scelta

Se questa pluralità vi sembra insufficiente, il progetto va ancora più lontano :

  • Se volete cedere integralmente i vostri diritti, inserite il vostro lavoro nel Dominio pubblico. Un’opera nel dominio pubblico può essere riprodotta e utilizzata senza alcuna restrizione.
  • Potete anche considerare la founder’s copyright, cioè vendere il copyright della vostra opera a Creative Commons per la cifra simbolica di un dollaro ; i diritti di autore vi apparterranno per un periodo di 14 anni rinnovabili, dopodiché l’opera passerà nel dominio pubblico. [6]
  • Se la GNU GPL svi soddisfa ampiamente, ma la presentazione di Creative Commons vi ha sedotto, potete pensare allora a una miscela CC-GPL oppure CC-LGPL.
  • La Mash Me licence, sviluppata in collaborazione con il ministero della cultura brasiliana, permette di invitare altri autori a modificare una parte della vostra opera.
  • Infine, la Music Sharing Licence che tiene conto della specificità della diffusione di musica online.

Come fare la scelta

Davanti a tante possibilità, si potrebbero temere delle difficoltà al momento della scelta e dell’utilizzo della licenza. Per fortuna c’è il sito per guidarvi e facilitarvi il lavoro. Prima attraverso una presentazione semplice e chiara delle situazioni in cui si potrebbero utilizzare le licenze e poi soprattutto grazie al modulo per la scelta. Una volta che sappiamo cosa vogliamo proteggere e cosa vogliamo condividere, è sufficiente andare alla pagina di scelta di una licenza, compilare i campi proposti e il gioco è fatto ! Si otterrà un pezzo di codice HTML che occorrerà inserire nelle proprie pagine web per indicare ai visitatori che il loro contenuto è sotto licenza CC. Questa licenza sarà esplicitata in tre forme differenti per facilitare la sua comprensione (vedi sotto : "accessibilità accresciuta")

Dove si trova l’innovazione

Ecco dunque i principi del progetto Creative Commons. Avrete notato che alcune caratteristiche di queste licenze apparivano già in altre licenze libere, in particolare nella prima e più emblematica la GNU GPL. come spiegano gli autori, il progetto non ha lo scopo di sostituire licenze già esistenti, ma di offrire un’alternativa che non sia focalizzata sul mondo del software. E occorre ammettere che i vantaggi sia per quanto riguarda la forma sia per quanto riguarda il contenuto, sono piuttosto interessanti

Una accresciuta accessibilità

Parliamo prima di tutto della forma. Avete già letto la le licenze Windows o quelle di qualche altro prodotto commerciale, le famose EUL ? Avete presente, quella finestra che si apre all’inizio dell’installazione di un programma e che il costruttore di quel programma vi invita a leggere fino alla fine per poter installare il suo prodotto con cognizione di causa? Ammettiamolo: sono pochi quelli che leggono veramente fino in fondo questa prosa incomprensibile.

E ora, avete già letto nel dettaglio la GNU GPL, la Mozilla Public Licence (MPL), o un’altra licenza libera? Queste accompagnano di solito i software liberi, elencati per esempio su Framasoft. Senza voler parlar male di nessuno, sono quasi altrettanto incomprensibili di quelle dei prodotti commerciali: naturalmente ci sono, soprattutto per quanto riguarda la GPL, alcune presentazioni su diversi siti che consentono a tutti di capire il significato e le caratteristiche della licenza, ma l’utente finale avrà sotto gli occhi soltanto la versione giuridica e dovrà fare delle ricerche per comprenderne chiaramente il significato.

Con le CC,il lavoro di volgarizzazione è già fatto. Come abbiamo già visto, all’"utente finale" vengono proposte tre versioni della licenza :

  • una versione grafica che riprende le icone delle condizioni di base e spiega in poche parole diritti e doveri di ciascuno; è questa versione che l’utente scoprirà cliccando sul link "Creative Commons" che verrà inserito per proteggere l’opera.
  • a versione legale redatta nel classico linguaggio giuridico, comprensibile a fatica dai non specialisti, ma indispensabile e, legalmente parlando, la sola valida.
  • nfine una versione in meta-dati RDF, parte integrante del codice HTML creato quando si compila il modulo di scelta, che possono essere letti da programmi come Mozilla (vedi gli strumenti in allegato).

Grazie a questa triplice presentazione gli "utenti" dei vostri testi, suoni, immagini o video avranno tutti gli strumenti per comprendere chiaramente le modalità con cui volete diffondere le vostre opere. Il fraintendimento o l’inganno non saranno più consentiti (vedi qui sotto : "Flessibilità e robustezza"). [7]

L’adattamento ai bisogni

Parliamo adesso del contenuto. Il primo vantaggio di Creative Commons è evidente : si tratta della possibilità di scelta. La licenza viene adattata ai propri bisogni e desideri perché si hanno a disposizione sei licenze differenti. Sei licenze pensate per ogni tipo di opera dello spirito e non solo per un formato specifico come nel caso della GPL, scritta in origine per distribuire il codice sorgente di un programma informatico. E’ possibile perciò proteggere suoni, immagini, testi, video e altro ancora.

Sarebbe veramente molto strano se non trovaste tra le sei diverse versioni quella che vi soddisfa. Se questo non è il vostro caso bisognerà allora chiedervi se volete veramente distribuire il vostro lavoro con licenza libera.

Flessibilità e robustezza

E’ questo adattamento ai bisogni dell’autore che costituisce la flessibilità e la robustezza delle licenze CC e che assicurerà una migliore "protezione" dell’opera. Per spiegare questa affermazione torniamo un istante sul "caso" che qualche mese fa ha fatto parlare di sé l’ambiente del software libero, cioè la pubblicazione da parte della società Apicnet di un libro sulla suite per ufficio OpenOffice.org.

Riassumendo, diciamo che Apicnet ha sintetizzato diversi documenti e tutorial su Ooo per farne un unico testo pubblicato on line. Sfortunatamente questa pubblicazione ha provocato una certa agitazione : uno degli autori dei tutorial non era del tutto soddisfatto del modo in cui la società aveva riutilizzato il suo lavoro. Dal momento che aveva pubblicato questo lavoro con la licenza Public Documentation Licence (PDL), cedendo i diritti di riproduzione e modifica, legalmente non poteva più opporsi. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, malintesi ed equivoci sono stati corretti e le cose si sono accomodate sia per gli autori che per gli utenti di Ooo. Questo episodio evidenzia i limiti, in alcuni casi specifici, di una licenza come la PDL . E’ una licenza potente e ben concepita, ma che qui ha raggiunto i suoi limiti.

Lasciamo questo caso particolare e immaginiamo che cosa succederebbe se collocando il vostro lavoro sotto una licenza PDL o sotto una licenza Art Libre, altro derivato dalla GPL adattato alle espressioni artistiche, voi concedeste il diritto di modificare la vostra opera, ma le modifiche apportate da un altro non vi piacessero . Qui non si tratta di dare un giudizio di valore ; voi volete condividere questo lavoro con altri, ma non a qualsiasi presso.

E’ qui che entra in gioco il principio fondamentale delle licenze CC, "Share what you want, keep what you want". Con le licenze PDL o Art Libre, l’utente ha la possibilità di fare quasi tutto quello che vuole con la vostra opera [8]. Con le licenzeCreative Commons, questi diritti saranno limitati secondo la vostra convenienza (niente utilizzo commerciale o niente modifiche, per esempio), le limitazioni potranno in seguito essere eliminate, ma con il vostro esplicito consenso.

La condivisione di domani

Si capisce, le licenze Creative Commons non sono nate per fare concorrenza ad altre licenze libere, esse permettono semplicemente di allargare il campo delle possibilità. Questa pluralità esisteva già nel mondo del software , perché al di fuori della GNU GPL, si trovano delle licenze Open source meno restrittive, che autorizzano per esempio l’inserimento di un codice proprietario in un progetto libero. Le Creative Commons non fanno altro che offrire un maggior numero di scelte, liberare dal vicolo storico che collega le licenze libere all’universo della programmazione informatica, permettendo all’autore di precisare quello che vuole condividere e quali diritti vuole invece mantenere. E’ evidentemente il primo serio tentativo di adeguare i diritti degli autori e la protezione della loro opera alle possibilità del nuovo medium costituito da internet: il download, la diffusione di copie, la pubblicazione di opere modificate, la collaborazione dinamica ecc. Tra le ampie libertà concesse da licenze come la PDL o la Art Libre e la chiusura integrale del copyright, inadeguata alla diffusione nella rete, le licenze Creative Commons e prendono una via intermedia, assicurando all’autore che il suo lavoro non venga riutilizzato in un modo che non gli piaccia e permettendogli allo stesso tempo di condividere la sua opera e di collaborare con altri.

Attendiamo con impazienza la traduzione di queste licenze e il loro adattamento alle leggi francesi, compito attualmente intrapreso da un gruppo di studenti di diritto del CERSA (Centre d’Etudes et de Recherches en Sciences Administratives) dell’Università Paris II, e la cui versione definitiva dovrebbe essere pubblicata nel febbraio di quest’anno. Ma niente vi impedisce di dare un’occhiata da subito.

(Nota del traduttore : in Italia è possibile visitare questo sito attualmente ancora in costruzione; per informazioni sullo stato delle traduzioni in italiano e per una eventuale collaborazione si può andare a questa pagina; per leggere un’altra presentazione delle caratteristiche delle licenze CC.)

RNB
(traduzione : Nilocram)

[1] Da leggere di Lawrence Lessig :
Lawrence Lessig : "Les dinosaures veulent faire main basse sur Internet" (intervista)
The Future of Ideas : The Fate of the Commons in a Connected World (ed. Random House, 2001), e le altre opere su Amazon.fr

[2] Lessig fa del resto l’elogio di Richard Stallman, "filosofo" della nostra generazione, nella prefazione di Introduction au Logiciel libre, à la Société libre : Essais choisis de Richard M. Stallman, riprodotto nel sito di APRIL (Association Pour la Promotion et la Recherche en Informatique Libre).

[3] "Condividi quello che vuoi, tieni per te ciò che vuoi."

[4] Gli autori di Creative Commons avendo osservato che tra il 97 e il 98% degli utilizzatori del modulo per la scelta della licenza sceglievano sempre l’opzione Attribution, hanno deciso di inserirla come opzione di default.

[5] Le licenze Creative Commons sono a poco a poco tradotte e adattate alle differenti giurisdizioni nazionali. Vedi la pagina dedicata iCommons

[6] La founder’s copyright permette così di ridurre il periodo di copyright di un’opera che in Italia corrisponde a 70 anni dopo la morte dell’autore.

[7] Attenzione : come la FSF (Free Software Foundation) non protegge dal furto o dal mancato rispetto della GPL, così Creative Commons non assicura nessun servizio che garantisca il rispetto del copyright di opere pubblicate sotto una delle sue licenze.

[8] Naturalmente a condizione che la diffusione delle sue modifiche avvenga con la medesima licenza.

ALLEGATO 1
Gli strumenti

  • Il modulo di scelta. Una volta conosciuto il modo di proteggere il proprio lavoro, ottenere la corrispondente licenza Creative Commons è molto semplice : basta andare alla pagina modulo del sito ; completando i campi disponibili si ottiene un codice Html che occorre inserire nelle pagine web da proteggere.
  • MozCC. Quello che si ottiene per le pagine web è un’icona CC che indica la natura della licenza e dei metadati RDF che possono essere letti da alcuni software. Il plugin di Mozilla MozCC permette di leggere molto facilmente questi metadati quando si visita una pagina web pubblicata su licenza CC.

ALLEGATO 2
Esempi di opere con licenza Creative Commons

Questa breve lista, non esaustiva e assolutamente soggettiva ha un solo scopo : mostrare naturalmente la pluralità delle licenze Creative Commons, ma anche far scoprire dei siti da visitare anche se non sono con licenza CC.

Un’iniziativa nelle pubblicazioni scientifiche :

  • La Public Library of Science (Plos). La Plos è un organismo a fini non commerciali che ha come obiettivo quello di pubblicare e rendere liberamente accessibili articoli di ricerca scientifica per condividere i saperi e fare avanzare più velocemente la ricerca.

Per la musica :

  • Magnatune : " Open Music è musica che si può condividere, disponibile in forma di "codice sorgente" , consente di operare modifiche ed è gratuita per usi non commerciali. E’ il concetto dei programmi ’open source’ applicato alla musica. ". (il sito è in inglese)

Per l’informazione :

Per gli autori di fiction :

  • l romanziere Cory Doctorow ha pubblicato il suo romanzo di fantascienza in formato scaricabile su licenza CC, parallelamente alla pubblicazione cartacea ad opera di un editore. Sembra che in questo modo abbia aumentato le sue vendite. Se sei uno scrittore debuttante, pubblicare in rete con licenza Creative Commons potrebbe aiutarti a farti conoscere.
  • Nel sito della Wu Ming Foundation è possibile trovare in italiano alcuni romanzi regolarmente pubblicati in versione cartacea e distribuiti on line con licenza CC; da segnalare in particolare il bellissimo 54 pubblicato da Einaudi e firmato col nome collettivo di Wu Ming

Per gli aficionados dei blog :

  • NeoKraft.net, blog francese del creatore di DotClear, sistema di pubblicazione on line.
  • Climb to the stars, "piccolo" blog affascinante di una studentessa di storia che vi parlerà degli standard web, della codifica Html, dell’India, della sua passione per la fotografia e di molto altro ancora.

Per il design web con i fogli di stile (css):

  • CSS Zen Garden. Per chi vuole iniziarsi ai css, può visitare il sito CSS zen garden e i suoi esempi di formattazione ; i file css sono su licenza Creative Commons.
  • En quoi la mise en page par tableaux est-elle stupide. Sempre riguardo alla formattazione di siti web, leggete questa presentazione a fumetti per comprendere perché è preferibile utilizzare i css piuttosto che una moltitudine di tabelle inserite le une nelle altre.
  • Cours CSS pour débutant

Pour de la documentation:

  • Mozillabook, una documentazione per l’utente di Mozilla.

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