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Come passare al software libero e vivere felici

Ironicamente iperbolico nel titolo, agile ed essenziale nei contenuti, il libro (+ cd di Knoppix) di Stefano Barale (Come passare al software libero e vivere felici Manuale di autoliberazione informatica, Altreconomia, collana I libelluli, Milano 2004, pp.130, 11 euro) è davvero una lettura da consigliare.

Innanzitutto perché propone un percorso di avvicinamento al software libero ragionevole e ragionato. In secondo luogo perchè considera l’uso degli strumenti informatici da un punto di vista etico, evidenziando come la scelta del software libero sia una scelta di consumo critico.

Per quanto riguarda il primo aspetto Stefano Barale propone un percorso di avvicinamento al software libero suddiviso in tre tappe, con livelli crescenti di complessità.

Nella prima tappa si propone la semplice sostituzione di programmi proprietari con del software libero. Per cominciare l’autore consiglia i programmi della famiglia Mozilla per la navigazione in rete e la posta elettronica e la suite per ufficio OpenOffice in grado di sostituire degnamente i più famosi programmi Microsoft.

La seconda tappa è costituita dall’uso del CD LIVE di Knoppix 3.4. Si può provare un vero sistema operativo Gnu/Linux facendolo partire direttamente dal CD e senza bisogno di installazione. Knoppix è basato sulla distribuzione Debian, comprende una vasta scelta di programmi open source (oltre 900 pacchetti di software) e in questo caso viene presentato con una interfaccia in italiano. Nel libro sono presenti tutte le istruzioni necessarie all’utilizzzo di Knoppix e qualche prezioso consiglio per superare le possibili difficoltà o personalizzare la configurazione.

L’ultima tappa costituisce una breve guida alla migrazione, per chi se la sente di abbandonare un sistema operativo proprietario ( di solito Windows) per approdare a Linux.

L’autore ci fornisce un quadro chiaro e sintetico delle ragioni che ci possono far scegliere Linux, ma non ci nasconde le possibili difficoltà, ci presenta le principali differenze tra le diverse distribuzioni, ricordandoci che non tutti i pinguini sono uguali. Il testo è ricco di consigli, di indicazioni bibliografiche e di link per chi avesse bisogno di aiuto nell’installazione e nell’utilizzo del nuovo sistema operativo

Ma la caratteristica più interessante di questo libro è quella di considerare la questione del software libero anche da un punto di vista etico più generale. Questo significa ad esempio, fare riferimento ai meccanismi del’economia globalizzata che producono esclusione anche nell’accesso alle risorse informatiche (digital divide), oppure fare il punto sulla legislazione e sul dibattito attorno ai diritti sulla proprietà intellettuale ( copyright, brevetti) o, per concludere, applicare i principi del consumo critico a GNU/Linux..

Non per niente il libro è pubblicato da Altreconomia, che si occupa per l’appunto di tematiche legate al commercio equo e solidale e al consumo critico.

Anche le modalità di diffusione del libro sono coerenti con i principi che lo ispirano. Oltre che nelle normali librerie ( ma forse questa è la via più difficile) Come passare al software libero e vivere felici si può trovare nelle botteghe del commercio equo e solidale e dai venditori del giornale di strada Terre di mezzo . Per informazioni più complete su come acquistarlo potete vedere questa pagina di Altreconomia

Il libro è anche distribuito in rete con Licenza per Documentazione Libera GNU e lo si può trovare nel sito dell’autore in formato HTML o in formato pdf (kb 486).

Insomma, un piccolo strumento di grande utilità per chi si è già avviato o si sta avviando sulla lunga strada del software libero.

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